
04/09/2026 – Torniamo ancora una volta sulla storia del Cantiere Nautico RIVA, una realtà che affonda le sue radici nell’ormai lontano 1842, quando Pietro Riva decide di dar vita ad un’attività di riparazione barche sul lago d’Iseo, precisamente a Sarnico.
L’attività cresce, come tante storie di artigianato di qualità in un’epoca in cui il mercato era fatto da semplici dinamiche di domanda-offerta locale e in un momento in cui quello che oggi definiamo orgogliosamente “made-in-Italy” era semplicemente il frutto di pregevoli realizzazioni manuali ricche di intuizioni, maestria, senso del tempo.
Carlo Riva segue l’evoluzione dell’attività negli anni ’50 e ’60 come tanti altri storici protagonisti dell’imprenditoria che l’Italia ha avuto nel corso dei decenni, ma oltre che nella funzione si imbatte anche nella bellezza, lavorando il mogano e facendo sì che le sue creazioni venissero adocchiate da quella generazione di clientela che veniva in Italia per godere del buon vivere e di tanti scorci unici al mondo. E da qui che nasce la storia del cantiere Riva e delle sue iconiche imbarcazioni, lucide e veloci, fatte per essere ammirate e farsi ammirare!

Il jet set in arrivo in Italia nelle località più glamour sale a bordo dei motoscafi RIVA e le pagine patinate dei giornali immortalano senza sosta attori e attrici, presentatori e capitani d’impresa in quella cornice “inequivocabilmente bella” fatta di pennellate di colore come in un quadro d’autore: il blu del mare, il bianco della schiuma della scia dei motori, il marrone del legno lucidato, il turchese della cuscineria di bordo, l’avorio del volante e dei pomelli del cruscotto ispirato alle auto americane facevano da sfondo al mito: la Dolcevita !
Il brand prende forma proprio su questa immagine evocativa, sempre ripetuta, mai dimenticata, totalmente identitaria, esprimendo in silenzio un concept fondamentale: l’eleganza del tempo dedicato alla bellezza.
Se torniamo ai giorni nostri, da questa espressione possiamo declinare tre elementi cardine della strategia di brand che un’azienda dovrebbe comprendere, prima di muoversi sul mercato con azioni e comunicazione:
RIVA dimostra rapidamente di avere costruito la sua brand strategy in modo ottimale:
Nel 1969 il cantiere viene venduto ad una società americana e perde momentaneamente di vista il suo storico posizionamento proprio perché l’imprenditoria ha bisogno si di capitali, ma soprattutto di cultura e visione. Dopo vari ed ulteriori passaggi di proprietà, nel 2000 Norberto Ferretti acquisisce il cantiere e lo fa confluire nel Gruppo Ferretti, riunendo qualità, tradizione e nuove tecnologie, così che la storia possa prendere una nuova direzione più moderna ma con la conoscenza e la consapevolezza dell’importanza di mantenere il posizionamento storico del brand. Il mercato nel frattempo è cambiato, le attività si estendono man mano verso una gamma più articolata e con imbarcazioni molto più grandi, ma con la cultura corretta di chi sa di avere fra le mani un’azienda con 180 anni di storia e sa come portarla avanti.
<< Chi vuole costruire un brand o sviluppare un brand, deve partire dalla cultura e dall’osservazione, non dai capitali >> (Davide Diurisi)