

22/10/2025 – L’Emirato di Dubai è ormai espressione di un territorio ricco di opportunità e dotato di un notevole potenziale di crescita, il tutto prevalentemente dovuto ad un approccio visionario da parte dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Vicepresidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti e Sovrano di Dubai.
Ormai da molti anni al lavoro sul riposizionamento strategico di Dubai, Mohammed bin Rashid Al Maktoum e il suo entourage hanno posto le basi per un futuro di prosperità sganciato dalla fonte primaria che fino a pochi anni fa è stata rappresentata dal petrolio e dalle altre risorse del sottosuolo. E per rendere possibile tutto questo le figure coinvolte nel piano di sviluppo dell’Emirato hanno dedicato i loro sforzi nel comprendere in quale direzione sta andando il mondo moderno, fatto di economie e politiche, ma anche e soprattutto di persone.
Da questo approccio nasce, ormai da qualche anno, la visione del Masterplan Dubai 2040 ! Un programma ambizioso e articolato che fa dell’Emirato di Dubai una piattaforma avanzata di sviluppo socio-economico sostenibile, non solo per ciò che riguarda la green economy, ma anche per il social welfare e l’equilibrio fra tutte le risorse in gioco.
Il Masterplan Dubai 2040 presenta 8 obiettivi strategici da realizzare in parallelo:
1. Ottimizzare l’uso delle risorse: utilizzare in modo più efficiente lo spazio e le infrastrutture esistenti per supportare una popolazione in crescita.
2. Sviluppare comunità vibranti e inclusive: migliorare la qualità della vita creando comunità sane, inclusive e con alti standard di vita e aree ricreative migliorate.
3. Raddoppiare spazi verdi e ricreativi: aumentare la dimensione degli spazi verdi e dei parchi pubblici, collegando la città tramite corridoi verdi per promuovere la mobilità sostenibile.
4. Fornire mobilità sostenibile: promuovere opzioni di trasporto flessibili e sostenibili che riducano l’impatto ambientale e migliorino la connettività.
5. Promuovere l’attività economica: stimolare l’economia e attrarre investimenti esteri in nuovi settori, ampliando anche le aree dedicate al turismo e al commercio.
6. Migliorare la sostenibilità ambientale: adottare pratiche per una crescita urbana più rispettosa dell’ambiente e proteggere le aree naturali.
7. Preservare il patrimonio culturale e urbano: salvaguardare l’eredità culturale e architettonica di Dubai per rafforzare il senso di identità e appartenenza.
8. Sviluppare governance e legislazione: creare un quadro di governance completo per garantire l’attuazione e il monitoraggio efficaci del piano.
Molti di questi obiettivi si realizzano mettendo al centro luoghi e persone, le città e le persone che ci vivono, cercando di costruire condizioni di benessere e sostenibilità grazie alle quali sviluppare il welfare e offrire alle nuove generazioni un paradigma di crescita moderno e ben pensato.
Lo sviluppo territoriale è oggi una partita molto più complessa e articolata dello stesso concetto espresso dalla terminologia. Sviluppare un territorio significa attribuirgli un ruolo chiave, renderlo attrattivo a 360°, far si che le nuove generazioni desiderino conoscere un luogo, visitarlo, poi lo apprezzino, decidano di fare un’esperienza in cui seminare conoscenza e creatività, infine, eventualmente, eleggerlo a propria residenza e investire nel lungo termine, apportando non solo risorse, ma anche e soprattutto mentalità, approccio, diversità.

Gli interventi sono quindi di carattere concettuale prima e costruttivo poi, si lavora ad esempio sullo sviluppo del modello “città 20 minuti“, che consente agli abitanti di raggiungere l’80% delle loro necessità giornaliere entro 20 minuti da casa, con migliaia di chilometri di nuovi percorsi pedonali e ciclabili per rendere la città più percorribile a piedi e in bicicletta tutto l’anno, mentre – in parallelo – si investe in tecnologie innovative come i trasporti autonomi e i taxi volanti e si mantiene l’equilibrio della social proximity con nuovi corridoi verdi per collegare le comunità ai luoghi di lavoro e ai servizi.
Il Masterplan poggia decisamente su sostenibilità e inclusività, punta a una crescita urbana realmente sostenibile e non solo edilizia, che mira a migliorare la qualità della vita senza compromettere l’ambiente e rendendo la città più inclusiva e resiliente, condizioni sempre più essenziali per garantire il rapporto fra attenzione alla crescita e rispetto del contesto socio-ambientale in cui tale crescita si realizza.
E questo può significare solo una cosa, dal punto di vista della strategia di posizionamento di Dubai sul mercato delle grandi città cosmopolite: la forte caratterizzazione per essere “il luogo migliore dove vivere-produrre-investire”.
Questo è il principio di sviluppo moderno che Dubai ha capito di dover adottare anziché poggiare solo sul valore di asset e risorse. L’innesco di un principio virtuoso di crescita ed evoluzione che consenta di creare nuovo valore, creare un’identità innovativa e visionaria, creare opportunità e consegnare un’eredità al futuro, non più solo l’heritage che attinge alla storia, ma un’heritage che guarda all’evoluzione dell’essere umano e al suo benessere nel frenetico mondo moderno.
La visione di una realtà visionaria è il presupposto per andare avanti nel futuro, sostenere la crescita qualitativamente e non solo quantitativamente, sfruttare al meglio le potenzialità dell’innovazione tecnologica, viverla e respirarla, ma non alienarsi e diventarne schiavi.