Commercio con i Paesi Extra UE: situazione a dicembre 2009
Fonte Newsmercati.com su dati Istat.
A dicembre 2009, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, i flussi commerciali con i paesi extra Ue registrano una diminuzione del 5,7 per cento per le esportazioni e del 16,4 per cento per le importazioni.
Nello stesso mese il saldo commerciale con i paesi extra Ue risulta positivo per 1.262 milioni di euro, in deciso miglioramento rispetto al deficit, pari a 66 milioni di euro, registrato nel mese di dicembre del 2008.
Rispetto a novembre 2009, al netto della stagionalità, a dicembre le esportazioni aumentano del 5,9 per cento e le importazioni calano dello 0,3 per cento. Nel trimestre ottobre-dicembre 2009, rispetto ai tre mesi precedenti, i dati destagionalizzati mostrano un calo dello 0,8 per cento per le esportazioni ed una crescita dell’1,7 per cento per le importazioni.
Nell’anno 2009 rispetto al 2008, le esportazioni verso i paesi extra Ue diminuiscono del 18,2 per cento e le importazioni del 26,9 per cento. Il saldo è negativo per 2.329 milioni di euro, notevolmente inferiore al disavanzo di 21.420 milioni di euro registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.

A dicembre 2009, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, si registrano variazioni tendenziali positive delle esportazioni verso:
- Turchia (più 40,3 per cento)
- Brasile (più 23,3 per cento)
- India (più 21,6 per cento)
- Cina (più 17,5 per cento)
- Sudafrica (più 14,2 per cento)
- Svizzera (più 10,8 per cento)
- Paesi Mercosur (più 3,4 per cento)
- paesi EDA (più 0,6 per cento).
Le variazioni tendenziali negative più significative delle esportazioni si rilevano verso:
- Russia (meno 32,1 per cento)
- Messico (meno 27,5 per cento)
- Stati Uniti (meno 22,9 per cento)
- Giappone (meno 19 per cento)
- Oceania e altri territori (meno 11,9 per cento)
- paesi OPEC (meno 10,2 per cento).
Per le importazioni si rilevano variazioni negative generalizzate, ad eccezione del Messico (più 17,8 per cento), della Turchia (più 15,9 per cento) e dell’India (più 9,7 per cento). Le diminuzioni più significative nelle importazioni riguardano il Giappone (meno 28 per cento), i paesi OPEC (meno 23,4 per cento), la Cina (meno 21 per cento), il Brasile (meno 20,4 per cento) e gli Stati Uniti (meno 19,6 per cento).
Nell’anno 2009, rispetto all’anno precedente, le esportazioni presentano diminuzioni che coinvolgono quasi tutti i paesi, ad eccezione della Cina. Le diminuzioni più rilevanti si registrano verso la Russia, gli Stati Uniti, la Turchia, l’Oceania e altri territori, i paesi Mercosur, i paesi EDA ed i paesi OPEC.
Per le importazioni si rilevano tendenze negative dai principali partner commerciali: paesi OPEC, Brasile, paesi Mercosur, paesi EDA, Russia, Turchia, Stati Uniti e Cina.
Nello stesso periodo si registrano saldi positivi, particolarmente significativi, con gli Stati Uniti, la Svizzera, i paesi EDA, l’Oceania e altri territori, il Messico e la Turchia; i disavanzi più rilevanti riguardano la Cina, i paesi OPEC e la Russia.
Nell’anno 2009, rispetto al 2008, le esportazioni registrano diminuzioni tendenziali in tutti i principali settori di attività economica, ad eccezione degli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici.
Le flessioni più significative riguardano il coke e i prodotti petroliferi raffinati, i prodotti tessili, abbigliamento, pelli ed accessori, i prodotti delle altre attività manifatturiere, al cui interno si segnala la diminuzione dei mobili, gli articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, i metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, i mezzi di trasporto, di cui in particolare gli autoveicoli, ed i macchinari ed apparecchi n.c.a.
Per le importazioni si rilevano variazioni positive significative per gli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici. Le maggiori flessioni riguardano i metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, il petrolio greggio, il coke e prodotti petroliferi raffinati, i macchinari ed apparecchi n.c.a., il gas naturale, le sostanze e prodotti chimici e i mezzi di trasporto.
Nell’anno 2009 i maggiori saldi positivi riguardano i macchinari ed apparecchi n.c.a., i mezzi di trasporto, i prodotti delle altre attività manifatturiere, i prodotti delle altre attività manifatturiere, gli apparecchi elettrici, gli articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, i metalli di base e prodotti in metallo esclusi macchine e impianti, i prodotti alimentari, bevande e tabacco, sostanze e i prodotti chimici.
I disavanzi più ampi si osservano per il petrolio greggio, il gas naturale, i prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca, i computer, apparecchi elettronici e ottici e l’energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata.
Per quanto concerne i minerali energetici, nell’anno 2009 le importazioni di petrolio greggio rappresentano il 19 per cento del totale degli acquisti provenienti dai paesi extra Ue (rispetto al 22,9 per cento nel 2008), mentre le importazioni di gas naturale pesano per l’11,5 per cento (rispetto all’11,2 per cento nell’anno precedente).
Nello stesso periodo il saldo della bilancia commerciale, al netto di petrolio greggio e gas naturale, risulta positivo per 36.244 milioni di euro, in lieve diminuzione rispetto all’avanzo di 37.238 milioni di euro rilevato nel 2008.
Fonte: ISTAT

